The Butterfly Effect... Ovvero l'effetto farfalla che recita: il minimo battito d'ali di una farfalla può provocare un uragano dall'altra parte del mondo.. in parole povere: anche una piccola variazione delle condizioni iniziali provoca, a lungo termine, un grande cambiamento nel sistema in cui si vive.
Quante volte ci siamo ripetuti la frase: tanto non servirà a nulla ciò che sto facendo?
A quanto pare, non è così.
Almeno credo.
Clicca Qui... Teoria del caos- Il Peso dell'Anima
Adesso la trovo un'introduzione carina e che faccia colpo.. datemi tempo!
lunedì 29 ottobre 2012
lunedì 1 ottobre 2012
:)
Giuro che ho tentato. Ore ed ore davanti allo schermo per tentare di descrivere la felicità, ma niente!
Quasi impossibile tentare di fare similitudini che possano rendere l'idea.
Tutto troppo, estremamente riduttivo.
Toccare la felicità, che si fa palpabile, visibile, che ti regala energie è La Sensazione.
Troppo per essere descritta. Vivetela, basta così poco.
giovedì 6 settembre 2012
In-attesa.
E' bastato saper attendere, al riparo da intemperie per non bagnare la fantasia e ben coperta per non raffreddare la capacità di essere te stessa.
Mi sono seduta, quella panchina così fredda e vuota , mai avrei pensato che potesse farmi stare comoda. L'importante era stare seduti, per non perdere l'equilibrio e per riuscire ad osservare bene quello che mi accadeva davanti e intorno, mai indietro. Le mie gambe, sempre allenate per affrontare qualsiasi scatto, anche improvviso; le mie mani, con una presa sempre più forte per aggrapparsi a tutto ciò che mi rende stabile; il mio orgoglio, la mia dignità e soprattutto il mio sorriso non mi hanno mai lasciata sola.
E ti stanchi, attendi, senza distogliere mai gli occhi dal quel sole che splende là in fondo e sta cercando la spinta per salire e dare colore all'alba.
Ora tocca a me.
Buona dose di ottimismo, un pizzico di follia e uno strappo alla regola è la giusta formula magica..
La magia della panchina che diventa divano, di gambe che corrono verso il sole e mani che lo sorreggono.
Sorge la nuova alba, risorgono dignità ed orgoglio, i sorrisi devastano la tristezza. Così è giusto. Così deve essere. Ogni attesa deve conoscere la propria alba.
venerdì 10 agosto 2012
Il Sole Contro.
Ed è come quando serri le palpebre con il sole contro. Immaginazione e fantasia per percorrere strade che hai fatto mille volte, ma ad occhi aperti. Istanti interminabili che ti indirizzano nella direzione giusta, lasciandoti poi il sole alle spalle. Sfidato e sottomesso, ora il sole non potrà esserti nemico, sarà la luce sulla tua via. Ciò che prima ha tentato di farti sbagliare strada o metterti in pericolo, una volta superato, può solo darti un motivo in più per guardare avanti e seguire la direzione scelta.
sabato 4 agosto 2012
Grazie
Il pensiero dalle mani.
La serenità ad uno sguardo.
Regalami tutto questo,
ma non me lo portare più via.
lunedì 16 luglio 2012
Quelle come me - Alda Merini
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive.
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto.
Quelle come me tendono la mano ed aiutano a rialzarsi,
pur correndo il rischio di cadere a loro volta.
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
Quelle come me cercano un senso all’esistere e, quando lo trovano,
tentano d’insegnarlo a chi sta solo sopravvivendo.
Quelle come me quando amano, amano per sempre.
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono inermi nelle mani della vita.
Quelle come me inseguono un sogno
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero.
Quelle come me girano il mondo alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima.
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo.
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime.
Quelle come me sono quelle cui tu riesci sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare, senza chiederti nulla.
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che, in cambio,
non riceveranno altro che briciole.
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza.
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero.
Quelle come me sono quelle che, nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…
sabato 14 luglio 2012
Si stava meglio quando si stava peggio?
Parlando liberamente con uno psicologo è uscito il discorso di come la donna sia cambiata nell'ultimo secolo e ci chiedevamo quale fosse stato, per la donna, il periodo migliore in cui vivere. Sia chiaro, non ne siamo mica venuti a capo.. ma sono uscite delle riflessioni interessanti. Iniziando a valutare una vecchia fotografia, anni '40, notiamo l'uomo sempre davanti come fosse a padroneggiare su tutto quello che c'è dietro. La donna, in piedi e dietro.. sempre! Che dà all'uomo la possibilità di illudersi di comandare, quando invece sa benissimo che non si muove foglia che Lei non voglia. Di contro, però, la donna doveva dormire con un uomo spesso ubriaco o puzzolente (l'acqua non era utilizzata come oggi e le docce si facevano una volta la settimana tutti nella stessa tinozza) e non doveva partecipare alle tavolate in caso di cene o pranzi, ma doveva starsene in disparte e servire gli uomini seduti (secondo me in quei retrocucina mangiavano sicuramente di più di qualsiasi altro, altrimenti non si spiega il grasso che si portavano addosso). La confrontiamo con la donna intraprendente, indipendente, cazzuta di oggi. Oggi, la separazione è all'ordine del giorno, il compromesso, il sacrificio e, soprattutto, la tolleranza non esistono più, la libertà personale è l'unico punto valutabile ed inoltre la donna, spesso, è in carriera e spetta all'uomo fare il casalingo. Quindi, nelle foto di famiglia non ci si vede quasi mai tutti insieme, nessuno comanda ma tutti hanno potere (tranne i figli che quasi sempre ci rimettono e basta!), si mangia tutti ad un'ora diversa e le tavolate non esistono perchè, chi lo dice alla donna che deve cucinare per 20 persone???? Donne, dite la verità... siamo felici così? Io non rispondo. Dal canto mio so che, un uomo, per entrare in casa mia, ora deve avere le pantofole.. se lo fa con gli scarponi e fa troppo rumore, non so se riuscirà a rimanere a lungo. Deve avere talmente tanta intelligenza da capire che sta entrando in un equilibrio precostituito a fatica, che va assolutamente mantenuto sano ed integro. Insomma, se mai ci sarà, quell'uomo dovrà essere fantastico. Ora.. la riflessione che è rimasta in piedi è: Si stava meglio quando si stava peggio?
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